Veronica's profile. Io sono la Scandalosa ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 07

    Cogito, ergo sum.

    [...] Decisi di fingere che tutto ciò che avevo fino allora appreso non fosse più vero dell’illusione dei miei sogni.

    Subito dopo però m’accorsi che, mentre volevo pensare che tutto fosse falso, era necessario che io, che lo pensavo, fossi qualcosa; e notando che questa verità: io penso, dunque sono, era così salda e certa che tutte le più stravaganti supposizioni degli scettici non avrebbero potuto smuoverla, pensai che avrei potuto accettarla senza timore come primo principio della Filosofia che andavo cercando.

    Poi, esaminando con attenzione ciò che ero e vedendo che potevo immaginare di non avere nessun corpo e che non esistesse assolutamente il mondo né alcun luogo ove dimorassi, ma che per questo non potevo supporre di non esistere e che, al contrario, dal fatto stesso che pensavo di dubitare della verità delle altre cose, seguiva molto evidentemente e certamente che io esistevo mentre, sol ch’io avessi cessato di pensare, anche se tutto ciò che sempre avevo immaginato fosse stato vero, non avrei avuto nessuna ragione per credere di essere esistito, da ciò conobbi di essere una sostanza, la cui essenza tutta, o natura, non sta che nel pensare e che, per essere, non necessita di luogo alcuno né dipende da alcuna cosa materiale. In tal modo questo io, cioè quest’anima, per cui sono ciò che sono, è assolutamente distinta dal corpo ed è anche più facile da conoscere di esso, e anche se il corpo non fosse, l’anima non cesserebbe d’essere tutto quel che è.

     

      Discorso sul Metodo, quarta parte › Cartesio.

       
      Abbiate fiducia nella vostra ragione.
      February 01

      Il killer e la sua vittima.


      Trema nel vento, come l’ultima foglia di un albero morente. Lascio che senta i miei passi. Si irrigidisce. Solo un attimo.

      "Ti va di fumare?"
      "Si, ne prendo una. Quella folla ti annoia quanto me?"
      "Non sono qui per il party. Sono qui per te. Ti osservo da giorni. Sei tutto ciò che un uomo può volere. Non solo per il tuo viso o il tuo corpo o la tua voce. Sono i tuoi occhi, tutte le cose che vedo nei tuoi occhi."
      "Che cosa vedi nei miei occhi?"
      "Vedo una calma innaturale. Sei stanca di scappare. Sei pronta ad affrontare quello che devi, ma non vuoi affrontarlo da sola."
      "No! Non voglio affrontarlo da sola!"
      Si alza un vento elettrico. E’ morbida e calda, quasi priva di peso. Il suo profumo é una dolce promessa che mi riempie di lacrime gli occhi. Le dico che andrà tutto bene. Che la salverò da ciò che ha paura e la porterò lontano da tutto. Le dico... che la amo. Il silenziatore fa dello sparo un sospiro. La tengo stretta fino all’ultimo. Non saprò mai da cosa scappasse. In mattinata incasserò il suo assegno.

      from Sin City.

      May 04

      Pure and Sublime

      La Purezza dell'Arte ... 

      Harper - Caspar David Friedrich 
      Harper - Caspar David Friedrich. 

            

           

      ... E il Sublime della loro unione.

       

       

      April 13

      Il mito della Biga Alata

       
      [...] Dopo di che si passa ad una raffigurazione mitica che spieghi l’essenza dell’Anima: l’immagine della Biga Alata e del suo auriga. L’auriga è la parte razionale dell’anima, mentre il cavallo bianco e docile rappresenta la forza irrazionale positiva e quello nero e inquieto rappresenta la forza irrazionale negativa. La biga-anima è poi alata perché è capace di portare alla visione del divino, con la sola interferenza della sua stessa struttura: infatti avendo dei cavalli misti, e non entrambi buoni come quelli degli dei, la biga non è stabile nel suo tragitto nel cielo. Cielo che è diviso in dodici schiere di dei e demoni, con a capo un dio e dietro a seguire tutte le anime; queste schiere compiono un giro completo della volta celeste per arrivare alla sommità e contemplare il mondo dell’ Iperuranio, il mondo della Verità; ma per la sua instabilità la biga umana non è sempre capace di arrivare a contemplare totalmente la Pianura della Verità e intanto o riesce a contemplarla solo per un attimo, o a vedere solo qualcosa, oppure si spezza le ali prima e non arriva al termine del giro; la responsabilità di tutto ciò è posta nell’auriga, nella parte razionale che deve riuscire a mantenere il controllo della biga, e quanto più è maldestro tanto meno riesce a contemplare la Verità, nutrendosi dell’opinione.
      Ma è nella pianura della Verità che si trova il nutrimento per le ali dell’anima: si diventa veri uomini in proporzione alla quantità di Verità contemplata.

       
      Ora, la mania d’amore deriva dalla visione della bellezza di un corpo che richiama la bellezza intelligibile; e questa anamnesi è tanto più completa quanto maggiore è la quantità di Verità che l’anima ha contemplato nell’aldilà. La Bellezza a sua volta scatena l’amore: ma perché proprio la Bellezza è l’Idea che ha questo potere? Essenzialmente perché essa è la sola che si manifesta anche nella realtà sensibile.
      [...] Ognuno ricerca i caratteri del Dio di cui era al seguito nell’aldilà e si innamora di colui che ha quei caratteri nel grado più alto.
      [...] L’auriga riesce dunque a piegare il cavallo nero, che spinge verso il piacere sessuale, e a condurlo in accordo col cavallo bianco: il pudore e la ragione, le caratteristiche dell’amore secondo filosofia. 
       
      » Il flusso d’amore, scorrendo abbondante verso l’amante, dapprima penetra in lui, e, dopo che lo ha completamente riempito, trabocca. E come un colpo di vento o un’eco, rimbalzando da corpi levigati e solidi, ritornano proprio là da dove sono pervenuti, così procede il flusso della bellezza, ritornando per rimbalzo, attraverso gli occhi, al bello amato. E attraverso gli occhi può per sua natura arrivare all’anima; e, dopo esservi giunto e averla sollecitata, irriga i condotti delle penne e le fa rinascere, e riempie d’amore anche l’anima dell’amato. «
       
      [ Platone » Fedro ]
       
       
      ... Ed io, evidentemente, devo aver contemplato troppo Iperuranio.
      March 16

      Shall I compare thee...

       
      ...to a Summer's day?
      Thou are more lovely and more temperate:
      Rough winds do shake the darling buds of May,
      And Summer's lease hath all too short a date:

      Sometime too hot the eye of Heaven shines,
      And often is his gold complexion dimm'd;
      And every fair from fair sometime declines,
      By chance or nature's changing course untrimm'd:


      But thy eternal Summer shall not fade
      Nor lose possession of that fair thou ow'st;
      Nor shall Death brag thou wander'st in his shade,
      When in eternal lines to time thou grow'st:

       
      So long as men can breathe, or eyes can see,
      So long lives this, and this gives life to Thee.
       
       
      Sonnet XVIII, Shall I Compare Thee?
      By William Shakespeare
      January 11

      Perfezione Poetica.

       
      « O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio
      cuore gemente: o tu, che come un branco di demoni,
      venisti, folle e ornatissima,

      a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno 
      - infame cui sono legato come il forzato alla catena,

      come il giocatore testardo al gioco, come l'ubbriaco
      alla bottiglia, come i vermi alla carogna - maledetta,
      sii tu maledetta!

      Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la
      libertà, ho detto al perfido veleno di venire in
      soccorso della mia vigliaccheria.

      Ahimè, che il veleno e la lama m'hanno disdegnato, e
      m'hanno detto: "Tu non sei degno di venir sottratto
      alla tua maledetta schiavitù,

      imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero, i tuoi baci
      risusciterebbero il cadavere del tuo Vampiro.
      " »

      Il Vampiro, da "I Fiori del Male"
      Charles Baudelaire.

       

      Mi inchino, di fronte alla grandezza di questo poeta, la cui carica espressiva non ha eguali, a mio parere. Perfezione Poetica. Sì, è la definizione che più si addice al "poeta maledetto", come è più comunemente definito. Ed ogni sua singola poesia mi trasmette tutta la sua Maledizione, riesce a rivivere in me. Impressionante.

      E questo è solo uno dei capolavori poetici di Baudelaire, oltre che uno dei miei preferiti. Consiglio a tutti di leggere I Fiori del Male, sua raccolta di poesie più famosa, di cui vi ho lasciato un link in alto.