Veronica's profile. Io sono la Scandalosa ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    January 12

    The look on your face is delicate.

     
    Si chiamava Vita, lei. E stava sfidando l'altra, la Sorte.
    "...E così il colore naturale della risolutezza s’illividisce all’ombra pallida del pensiero..."
     
    Quando senti forte il Potere nelle tue mani, tu Vita non ti fermi.
    Quando anche il pensiero, irresoluto di fronte alla Sorte, è piegato da una Forza maggiore... stai sfiorando la Felicità.
     
    E' il miracolo dei sensi. Vuoi toccare, vuoi sentirne l'odore e il sapore di questa Forza che ti sta regalando completezza e appagamento.
    Stai sorridendo Vita... ma a chi poi?
    Al Rischio o alla Certezza?
    Alla Luce o all'Oscurità?

    "...I just want to hold you in my arms... My life, you electrify my life."

    E non ti importa, perché nel tuo sorriso c'è qualcosa di incondizionato. Nei tuoi sogni, Vita, c'è qualcosa di tangibile nella Realtà. La verità brucia dentro, e quando ti confronti con la tua Felicità vuoi che non finisca mai.

     

    E' la storia vera che scivolò nel fiume a primavera,
    ma il vento che la vide così bella dal fiume la portò sopra a una stella.

    Fabrizio de Andrè » La Canzone di Marinella


    E quando ti sorrido, sento la Vita.
    E questa felicità, io non voglio che finisca.

    December 25

    " Tanti auguri a te, alla famiglia, alla bimba, al gatto, al cane e al camino..." [cit.]

     
    Perché oggi vogliamo essere conformisti.
     
    E allora, doverosi...
     
    Auguri di Buon Natale a tutti.
     
    Con tutto l'affetto della Vex,
    e un sorriso che oggi non vuol mancare. :)
     
     
    November 28

    La demenza non ha limiti... a Natale!

     

    Elfi più belli non si erano mai visti

    Ammirateci qui ... od anche qui.

    [ Il caricamento potrebbe esser lento, ma pazientate, ne vale la pena. xD ]
     
    Con la partecipazione di:
     
     Veronica Murianni
     Pierluigi Di Summa
     Valentino Peluso
     Guido Curci
     Annarita D'Emma
    November 25

    Come un diario mai completato.

     
    Questa vita somiglia così amaramente ai diari che tentavo di scrivere da piccola. Godevano delle copertine più belle e colorate, la passione che ci mettevo nello scrivere dei miei giorni nelle prime pagine era qualcosa di indescrivibile. Ci credevo veramente ogni volta che ne iniziavo uno. Ma sistematicamente, lo abbandonavo ai primi tre o quattro giorni, sempre incapace di portarne avanti uno. Eppure la volontà non mancava. Quello che mancava era la perseveranza. Preferivo l'inerzia di tutti i giorni già da piccola.
    E la mia vita ora è così. Come un diario mai completato. Ogni pagina sembra esser iniziata con tutte le più buone intenzioni, e poi... l'incapacità di portare a termine un capitolo come intendo io.
    Voltare pagina, si direbbe come soluzione alla desolazione di una certa situazione. Ed è un problema: io volto pagina troppo spesso.
    Inettitudine? Mancanza di volontà? Incapacità di cogliere l'occasione?
    Può essere, ma non ne sono sicura.
     
    L'afflizione che ne deriva non è delle migliori, in effetti. Tutto ciò che vuoi è tutto ciò che non puoi avere, come cita un libro appena letto.
    Che sia davvero la volontà a mancarmi?
    O forse, probabilmente, è la realtà che mi appare diversa da ciò che è.
     
    Prendo decisioni sbagliate, e me ne accorgo a posteriori. Carpe Diem sembra non fare per me.
    Ma non so se evitare il rischio sia poi una decisione così errata. Eppure ne sento forte il peso.
     
    E come qualcuno sa, questo periodo ne è la prova vivente. Ancora una volta mi trovo a dover voltare pagina, senza la possibilità di rimediare. Di poter tornare indietro.
     
    Questo stato confusionale mi accompagna da un bel pò direi. Non è autocommiserazione, ma voglia di cambiar qualcosa. E di completare un prossimo capitolo di questa piccola vita.
     
    E come qualcun altro disse...
     I never had the nerve to make the Final Cut.
    November 14

    Baby, don't you cry.

     
    Non ti sorprendere, quando una crepa nel ghiaccio
    appare sotto i tuoi piedi.
    Scivoli fuori dalla tua profondità e fuori dalla tua mente,
    con la tua paura che fluisce dietro di te.
    Mentre ti aggrappi al Ghiaccio Sottile.

     

    October 29

    Blackout

     
     
     
     
     
    Un fallimento totale.
     ...eppure basterebbe così poco.
     
     
     
     
     
     
    October 24

    Don't leave me now.

    Dimmi, c'è qualcosa che ti nasconde la luce del sole?
    Non è questo che ti aspettavi di vedere?
    O forse volevi scoprire cosa c'è dietro a questi freddi occhi?
    Dovrai solo cercare di guardare sotto la maschera.

    What shall we use to fill the empty spaces? Where we used to talk...
    How shall I fill the final places?

    How should I complete The Wall?

    What has become of You? Does anybody else in here, feel the way I do?


    Dopo tutto non è facile
    sbattere il cuore contro il muro di un pazzo bastardo.

    E grazie a mio padre, che mi permesso di scoprire il genio dei Pink Floyd
    e quel capolavoro di The Wall.

    October 16

    You shine no more.


    « Hai mai sentito il sapore di sangue in bocca? Quel misto tra dolce e amaro, non altro che ferro, poi. Ecco, è la medesima sensazione. In bilico tra la dolce illusione, e l'amara verità. Quando diventi pioniere di un rigore e realismo che non appartengono al genere umano, e la tua verità è pura speranza, e quando poi ti pieghi alla triste realtà degli eventi. Quando pensi di aver fatta tua la piacevolezza del calore, e poi soccombi alla violenza del freddo.
    Ho osservato.
    E quella immagine di felicità l'ho proiettata nel futuro, nel giorno a venire, e ho sorriso. Ogni mia sensazione soffiata in leggere parole che tu non hai capito.
    Tu non hai capito
    . Ed io ho vissuto di ciò che volevo osservare. Ho voluto sognare dietro parole e gesti mal interpretati. Perché neanche io ho avuto la capacità di capire. Ed ora, della meraviglia di quegli istanti mi rimane solo il fantasma di una speranza.
    Scrivo, perché le mie emozioni non vogliono più voce. E scrivo, perché i miei taciti silenzi hanno rappresentato la mia maggiore colpa. »


    E' il dolore della sconfitta...

    ...quando capisci di esser valsa poco più che niente.

    September 14

    L'ultimo giorno.

     
    Addio, mia dolce estate.
    Per aspera ad astra.
     
    A tutti coloro ai quali, come me,
     è rimasto solo questo ultimo giorno di Quiete,
    prima della Tempesta.
     
    Poveri noi. T__T
    September 02

    Memorie di una felice bagnante.

     
    C'è odore di Settembre nell'aria. Quella lieve brezza che anticipa l'autunno, e chiude i battenti dell'estate. Un'estate giunta troppo presto al capolinea, ma che mi ha lasciato un bellissimo e indelebile ricordo. Un'estate meravigliosa, che merita un intervento su questo piccolo blog, senza dubbio. Con tutta la freschezza che ha caratterizzato questa Estate 2008. :)
     
    Un'estate che ha coinciso esattamente con la parola mare. Mare, mare, mare, sempre e solo mare, ogni giorno! Il mio colorito è invidiabile, d'altronde. (H) Le mete predilette? Inizialmente avevamo le parvenze di veri e propri profughi, tanto eravamo indecisi in quali spiaggie esporre le nostre chiappe... xD Poi ci deve essere stata una qualche sorta di illuminazione (probabilmente spronata dal buon Valentino), che ci ha aperto le porte al Paradiso: Porto Pirrone. Il posto ideale per noi poveri scapestrati. E via di lì con partite di pallavolo infinite, i "5 si schiaccia" che mi hanno vista mille mila volte protagonista di contorsionismi stile Matrix per schivare le palle (e altrettante "papere", ovviamente), tuffi spettacolari, giri lunghi kilometri sui nostri fidati pedalò, limonate ristoratrici dopo le lunghe maratone verso la fermata del bus... e via discorrendo.
    Ma non abbiamo saggiato solo il mare cristallino di Porto Pirrone, chiaramente. Ci siamo spinti ben oltre, oltre ogni immaginazione ed ogni Colonna d'Ercole, in posti sconfinati, solcati solo da qualche binario: Ginosa Marina, per farla breve. xD Visitata per la prima volta solo per condurre Annarita dal suo Guido, e far visita al suddetto, è diventata poi meta di diverse giornate di mare... per tanti e tanti motivi. O forse ben pochi, in realtà. Indimenticabili le nuotate con le meduse, le corse in bicicletta con Annarita [ Attenzione /!\: la bicicletta era una, le persone due, Anna avanti, io dietro... e spazio alla vostra immaginazione xD], lo "scopone scientifico" che ha visto protagonista la più accesa discussione tra me e Gigi, cosa che probabilmente rimarrà nella storia, e le giornate intere tra gli ombrelloni di quella immensa spiaggia con la compagnia ginosina di Guido. Ma soprattutto, indimenticabili i viaggi in treno con Annarita.
     
    « Vex, ho messo un nuovo deodorante oggi... »
    « Sì? »
    « In realtà ha degli effetti particolari... Si chiama Sex Extreme. »
    [ Tipico dialogo tra me e Anna alla partenza del treno, asd ]
     
    Ma questa è stata soprattutto un'estate piena di persone, nel vero senso della parola! Si potrebbe dire che il PuB ha messo le radici (o è andato a scassare i maroni, che dir si voglia) in altri gruppi, asd. A partire dalla compagnia di Valentino, sino a giungere a quella di Guido. E posso definire questa estate anche come un meraviglioso ciclo di conoscenze. Persone simpaticissime, che hanno colorato questi tre mesi di allegria, vivacità e mille risate. Non faccio nomi perché la lista sarebbe eccessivamente lunga (chi legge questo intervento sa di farne parte o meno, asd), ma basti dire che tutti, dal primo all'ultimo, hanno contrubuito a rendere questa estate così speciale per me. Un grazie di dovere a questa grande famiglia estiva venutasi a creare, della quale spero di non perdere di vista nessun membro nei mesi a venire. :)

      

    In questa bellissima stagione, non è possibile non citare, tuttavia, i miei bellissimi infortuni. xD Come dimenticare il mio dito contuso (pollice della mano sinistra, per la precisione) tenuto fasciato per un mese, o la mia abnorme escoriazione intrisa di mercurio cromo sul gomito (e dire che all'inzio era solo un graffietto più piccolo di una formica...)? Per non parlare di una serie infinita di graffi e lividi, dovuta alla mia impeccabile idole da impedita, asd. Ma va beh, cose che capitano. xD

    A fare da sfondo all'afa dei giorni estivi, c'è stato anche qualcosa alla quale mai avrei pensato di afflipparmi così tanto: WarRock! xD Pomeriggi interi passati a desiderare il sangue del nemico, con al telefono Gigi che (giustamente) imprecava contro me per il poco ascolto che gli davo. xD A suon di Let's Play WarRock Today!, od anche One Shot, One Kill (e magari fosse vero, aggiungerei), io e miei simili (asd) siamo diventati degli allegri nerdE dire che, da niubba che ero, sono pure diventata powah con la mia fidata medic/tr**a (H) [ e qui, cari miei, bisogna conoscere il linguaggio per capire xD ]. Per i prossimi mesi, dove Warrock sarà pressocché un miraggio, ricorderò fervidamente i miei headshot col k1, le botte di lag dei fratelli Pica, le stragi di Valentino e Teo e il meraviglioso paesaggio di... Marien! xD Che dire... non avrei mai pensato che un gioco online avrebbe potuto divertirmi così tanto.

    E a coronare questa splendida estate c'è stata poi Odissea 2000. E come riporta il mio messaggio personale in questi giorni, posso dire che quella del 27 Agosto 2008 è stata la giornata più divertente della mia vita. Con quello spirito di incoscienza che ti prende non appena provi il primo scivolo (la mia prima volta è stata sul Pentacolor xD), abbiamo dato il meglio di noi su ogni scivolo. Su tutti gli scivoli. Soprattutto io ho dato il meglio di me nel Black Polifemo, dove, alla terza volta che l'ho fatto, ho perso il ciambellone alla prima curva! Con quello che si è rivelato essere un infausto grido: "Gigi, ti amoooooo!!!". Il resto è immaginabile. Da quello scivolo, ho fatto le migliori uscite, con relative risate di coloro che si trovavano nella piscina di arrivo. E poi le discese libere nell'Omero Jump, i miei moti parabolici nel Poseidon, il buio pesto del Chimera, i 5 secondi di asfissia del Krono Kamikaze... che meraviglia. Il tutto, trascorso poi in ottima compagnia. :)

       

    Ed infine, tra questi grandi temi che hanno caratterizzato quest'estate oramai agli sgoccioli, ci sono sono state anche piccole parentesi che meritano di esser menzionate in queste memorie da felice bagnante, e che hanno nella maggior parte riempito di humor le mie giornate! xD

    • La festa di Teo e lo strip-merda, di nostra esclusiva invezione.
    • Gli innumerevoli libri letti. Forse una ventina, o anche di più. Mai in questi lunghi 17 anni mi ero accorta della bellezza della lettura, sino a quest'estate. Adesso, è diventato qualcosa di cui non posso fare a meno.
    • I pomeriggi solitari, passati in compagnia di una mia grande passione, il disegno.
    • La gastrointerite del povero Gigi, che me l'ha tenuto lontano ben due settimane.
    • Le conversazioni in inglese sempre col sopracitato per tenerlo allenato in vista degli esami (a tal proposito, ti faccio pubblicamente un grande in bocca al lupo; ma, don't worry, domani ci sarò io a sostenerti! *_*)
    • Un trio del tutto inedito: le Charlie's Pigs, che porta i copyright esclusivi del PuB! In merito a ciò, ci tengo a riportare un messaggio personale di Gigi, che alla prima lettura, mi ha fatto scompisciare dalle risate xD: "Charlie's Pigs"© è il titolo di un marchio coperto da Copyright. Tutti i diritti riservati secondo la Legge 22 Aprile 1941, n.633. I trasgressori verranno denunciati.
    • La mezza ubriacatura di Valentino con la sangrìa.
    • Gli innumerevoli tentativi di dieta falliti.
    • Io e Annarita sedute sui binari.
    • Il "putridume" del Lan Party di Oran. xD
    • Quella mattinata speciale.

    Eppure, avrei da dire tanto e tanto altro ancora. Ma per oggi (e per sempre, asd) tutto questo è sufficiente, a descrivere la frenesia e il fascino di questi tre mesi. E proprio ora, mentre rivivo i mille ricordi di questa estate, sono attraversata da una piacevole sensazione di malinconia. Ricorderò la felicità di questi momenti durante gli angosciosi giorni scolastici oramai alle porte, così da deprimermi ancora di più, asd. Che poi, tra parentesi... io devo fare il quarto. o.o Mon dieu, avrò già 18 anni l'anno prossimo, di questo periodo. >.<
    Fino a quando posso, tuttavia, vedrò di andare a mare. Non finisce certo oggi la mia estate, che credete. u.ù

    Per la conclusione, ho l'immagine perfetta, piena di amore.

    Per il resto, grazie a tutti quelli che c'erano.

    August 22

    L'ultima volta.

     Quel posto,
    meta di così tante speranze...
    lasciate lì, vane
    tra quei binari.
    August 11

    The bittersweet spell.

     
    Mai aveva fissato la sua immagine riflessa in un specchio così a lungo. Mai, fino ad allora.
    Eppure non fu lei ciò che andò a fissare per prima in quella superficie lucida. Osservò ciò la circondava, quella stanza dai colori caldi tutt'intorno. Ne scorse le mura leggermente consumate dall'incuranza e dal tempo, la fioca luce che, entrando dall'unica finestra lì presente, si ribaltava sul tavolino lì vicino in una deliziosa tonalità rossastra, dovuta all'azione filtrante delle tendine. Ed ancora il pavimento, l'armadio la cui anta aperta mostrava una sorta di artistico disordine, il semplice calendario appeso al muro... ed infine, il letto. Quel letto di cui lo specchio, quasi con fare prepotente, ne delineava in particolar modo le grinze delle lenzuola disfatte ed il cuscino schiacciato contro l'angolo più remoto di quella stanza, ma probabilmente il più intriso di emozioni. Emozioni di cui quel maledetto specchio quesi sembrava parlarne sarcasticamente. Oh, quelle emozioni... Lei sì che le aveva sentite forti su di sé, in ogni momento trascorso tra le braccia della sua dannazione più grande.
     
    E non poté evitare, nonostante i primi sforzi, di guardare sé stessa. Era lei, quell'immagine di donna a raccontare della notte più lunga della sua vita.
    Si scostò una ciocca di capelli, portandosela dietro l'orecchio, per osservare meglio i segni di quella notte sulla sua candida pelle: impercettibili, agli occhi degli altri, ma indelebili, nella sua anima.
    Le labbra ancora rosse e gonfie di chi aveva saggiato il sapore più buono, la pelle mandida del sudore di mille movimenti, gli occhi leggermente socchiusi in risposta all'indomabile trasporto... e i capelli scompigliati, di chi non aveva voluto fermarsi.
    Eppure in quell'aspetto si vedeva bella.
     
    In un gesto quasi infantile, portò un dito a contatto con lo specchio.
    Sentì qualcosa spezzarsi. Non certo lo specchio, ma quel incantesimo dolceamaro che si era creato intorno a lei. Nato dell'amore, spezzato dalla consapevolezza di essere solo vana speranza.
    Paura. Quella paura che le aveva fatto preferire uno specchio che immortalava un momento circoscritto a quella camera, piuttosto all'amara realtà intorno.
    In un'altra camera di quella stessa casa probabilmente lui aveva dimenticato tutto.
    Per lei amore... e per lui?
     
    Non certo uno specchio.

    Si portò una mano alla pancia.
    In un istante, un sorriso beffardo si dipinse sulle sue labbra.

     
    August 03

    "Vex, mi scrivi una storiella?"


    Con cuore, orgoglio e onore”.
    Quelle ultime parole proferite da suo padre, divennero la base della vita di Eijin sin dalla tenera età, da quando aveva dovuto subire la dura perdita dello stesso, morto durante una dei duri scontri del 267, anno che fu appunto caratterizzato della vano conflitto tra uomini del nord ed elfi. Un uomo, la cui tenacia e valore in guerra ne avevano fatto un prode guerriero. E gli stessi occhi fervidi di fierezza, caratterizzano Eijin, che ha ereditato dal padre la stessa nobilità d'animo chiusa in corpo rude e possente.

    Nato nell'anno 253 nella città di Halacaraxe, è cresciuto nello spirito nordico del proprio popolo e, soprattutto, della propria famiglia. Una famiglia sempre unita, di fronte ad ogni ostacolo, e impavida, nell'affrontare le difficoltà presentasesi dalla vita e dalla guerra. Un mirevole esempio di unità familiare, ha permesso a Eijin di crescere con un profondo valore della famiglia. La madre, Brunilde, una bellissima e ilare donna dalle parvenze fragili, nel suo aspetto minuto, ma dall'animo forte e coraggioso, sempre pronta a fiancheggiare il marito nelle sue decisioni, spesso dure, e darle tutto il suo amore per sostenerlo, e sempre pronta a ad accudire e proteggere i figli. Il fratello minore, il piccolo Agor, un bimbo di 8 anni dalla vivacità incontrollata e sorriso contagioso, e, in particolare, profondo spirito altruistico. Ed infine, il padre Sigur, un uomo dal grande rigore, spesso freddo per questo agli occhi dei familiari, ma devoto alla propria famiglia come pochi; e poi, un abilissimo guerriero.

    Il nemico va affrontato fino all'ultimo fiato, fino a quando il tuo cuore riuscirà ad emettere ancora un battito. Fronteggiarlo e mai voltare le spalle. Non aspettarti mai un aiuto, o che il suono proveniente dal corno di un tuo alleato annunci la vittoria. Sii forte e lotta con valore, non abbandonare mai il campo da battaglia. Solo così, potrai morire a testa alta, con lo sguardo puntato al cielo e la sicurezza di aver combattuto con onore. Lassù sarai accolto con ogni benevolenza dagli dei”: erano le parole che spesso sentiva ripetersi Eijin dal padre durante i suoi quotidiani allenamenti di spada, e di cui ne avrebbe fatto sempre tesoro durante la sua vita e, in particolar modo, dopo la morte di Sigur. Una morte che sopraggiunse quando Eijin aveva solo 14 anni, e che lo sconvolse terribilmente, assieme alla sua famiglia, ma che gli donò quella consapevolezza di quale sarebbe stato il futuro. Guerriero, fiero guerriero, per portare avanti ciò che era stato iniziato dal padre. Una morte, che avrebbe, inoltre, segnato inevitabilmente i sentimenti del giovane nei confronti della razza elfica: di profondo astio e disprezzo.

    Immediatamente dopo la morte del padre, Eijin iniziò a mettere in pratica l'arte della caccia insegnatagli dal padre, per mantenere la famiglia, mosso dall'incondizionato amore che provava per la stessa. Al contempo, iniziò a combattere, mosso invece dalla stessa passione ereditata dal padre.

    Dal carattere impavido, deciso, spesso testardo, come il padre, ma anche sarcastico, come la madre, Eijin, oltre ad essere un abile guerriero, è anche un ragazzo dal bellissimo aspetto. Alto, robusto, muscoli formatisi dai duri allenamenti e tipici caratteri nordici: pelle quasi albina, capelli lunghi, biondi e lisci, di eredità paterna, e occhi di ghiaccio, quasi trasparenti, di eredità materna. Ed anche una modesta barba che spesso lo fanno apparire più grande della sua effettiva età.
    Il suo spirito nordico non si percepisce dal solo aspetto rude e atteggiamento risoluto di fronte alle diverse situazioni che gli si presentano, ma anche dalla profonda fede religiosa. In particolare modo, Eijin nutre grande devozione per il Dio Angus, il cui stesso fuoco di guerra arde prepotentemente nell'animo del ragazzo. Eijin è spesso solito ritirarsi in preghiera durante l'arco della giornata per propiziarsi il favore del Dio guerriero, e ringraziarlo per le sue eventuali vittorie.

    La sua più grande ambizione è quella di entrare nell'esercito di Halacaraxe. Impresa ardua ma obiettivo che Eijin confida di raggiungere al più presto, per onorare con la propria volontà e valore quelle che furono le imprese del padre, ma di tutti quei grandi uomini che, come lui, morirono in nome della patria. Un obiettivo da raggiungere impugnando ogni giorno con fedeltà la sua spada, e soprattutto con cuore, orgoglio e onore.


    E insomma, la storiella in questione non era altro che il background di un pg (Eijin per l'appunto) usato dal mio carissimo amico Teo essattamente qui. Oramai il mio genio viene sfruttato su ogni fronte, asd. Ma insomma, non vorreste dire che la mia fantasia fa miracoli nell'inventarsi di sana pianta la storia di questo baldo giovane (nordico)? Speriamo almeno nel successo del pg e meno, nel mio da scrittrice, asd.

    June 29

    La consistenza di un sogno.

     
    Addio , mia dolce ed effimera
    emozione.
    June 17

    In un istante.

     
    Allora, pensi di saper distinguere il Paradiso dall'Inferno,
    i cieli azzurri dal dolore.
    Sai distinguere un campo verde
    da una fredda rotaia d'acciaio?
    Un sorriso da un pretesto?
     
     
    __________________________________
     
    Ed eccolo lì. 
    Come un raggio di sole dopo la tempesta
    Come una bestia che ti attanaglia le spalle con le sue unghia.
     
    E' piacere, è dolore.
    E' ossessione, è illusione.
    Ancora e ancora.
     
    ___________________________________
     
     
    Pensi di saperli distinguere?
     
    Tu non sai distinguerli. Io non so distinguerli.
    Ma io, sento di aver perso.
         Come vorrei, come vorrei...
     
    Bloccata in un istante.
    June 10

    Da Gigi, per me.

     
    Può darsi ch'io non sappia cosa dico,
    scegliendo te, una donna per amico,
    ma il mio mestiere è vivere la vita
    che sia di tutti i giorni o sconosciuta.

    Ti amo, forte, debole compagna
    che qualche volta impara e a volte insegna.
    L'eccitazione è il sintomo d'amore
    al quale non sappiamo rinunciare.
    Le conseguenze spesso fan soffrire,
    a turno ci dobbiamo consolare
    e tu amica cara mi consoli
    perché ci ritroviamo sempre soli.

    Ti sei innamorata di chi?
    Troppo docile, non fa per te.
    Lo so divento antipatico
    ma è sempre meglio che ipocrita.
    D'accordo, fa come vuoi, i miei consigli mai.
    Mi arrendo fa come vuoi
    ci ritroviamo come al solito poi
    Ma che disastro, io mi maledico
    ho scelto te, una donna per amico,
    ma il mio mestiere è vivere la vita
    che sia di tutti i giorni o sconosciuta.

    Ti odio forte, debole compagna
    che poche volte impara e troppo insegna.

    Non c'è una gomma ancor che non si buchi.
    Il mastice sei tu, mia vecchia amica.
    La pezza sono io, ma che vergogna.
    Che importa, tocca a te, avanti, sogna.

    Ti amo, forte, debole compagna
    che qualche volta impara e a volte insegna.

    Mi sono innamorato? Sì, un po'.
    Rincoglionito? Non dico no.
    Per te son tutte un po' squallide.
    La gelosia non è lecita.
    Quello che voglio lo sai, non mi fermerai
    Che menagramo che sei,
    eventualmente puoi sempre ridere poi
    Ma che disastro, io mi maledico
    ho scelto te, una donna per amico,
    ma il mio mestiere è vivere la vita
    che sia di tutti i giorni o sconosciuta.
    Ti amo forte, debole compagna
    che qualche volta impara e qualche insegna.
     [ Lucio Battisti » Una donna per amico ]
     
     
     ~ Che meraviglia, il mio Gì.
    June 03

    Aspettando Godot.


    » Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot, dormo tutte le notti aspettando Godot.

    Ho passato la vita ad aspettare Godot.
    Nacqui un giorno di marzo o d'aprile non so, mia madre che mi allatta è un ricordo che ho, ma credo che già in quel giorno però invece di poppare io aspettassi Godot.
    Nei prati verdi della mia infanzia, nei luoghi azzurri di cieli e aquiloni, nei giorni sereni che non rivedrò io stavo già aspettando Godot.
    L'adolescenza mi strappò di là, e mi portò ad un tavolo grigio, dove fra tanti libri però, invece di leggere aspettavo Godot.
    Giorni e giorni a quei tavolini, gli amici e le donne vedevo vicini, io mi mangiavo le mani però, non mi muovevo e aspettavo Godot.
    Ma se i sensi comandano l'uomo obbedisce, così sposai la prima che incontrai, ma anche la notte di nozze però, non feci nulla aspettando Godot.
    Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò, piccolo e tondo urlava ogni sera, ma invece di farlo giocare un po', io uscivo fuori ad aspettare Godot.
    E dopo questo un altro arrivò, e dopo il secondo un altro però, per esser del tutto sincero dirò, che avrei preferito arrivasse Godot.
    Sono invecchiato aspettando Godot, ho sepolto mio padre aspettando Godot, ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.
    Sono andato in pensione dieci anni fa, ed ho perso la moglie acquistando in età, i miei figli son grandi e lontani però, io sto ancora aspettando Godot.

    Questa sera sono un vecchio di settant'anni, solo e malato in mezzo a una strada, dopo tanta vita più pazienza non ho, non posso più aspettare Godot.
    Ma questa strada mi porta fortuna, c'è un pozzo laggiù che specchia la luna, è buio profondo e mi ci butterò, senza aspettare che arrivi Godot.
    In pochi passi ci sono davanti, ho il viso sudato e le mani tremanti, e la prima volta che sto per agire, senza aspettare che arrivi Godot.
    Ma l'abitudine di tutta una vita, ha fatto si che ancora una volta, per un momento io mi sia girato, a veder se per caso Godot era arrivato.
    La morte mi ha preso le mani e la vita, l'oblio mi ha coperto di luce infinita, e ho capito che non si può, coprirsi le spalle aspettando Godot.
    Non ho mai agito aspettando Godot, per tutti i miei giorni aspettando Godot, e ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte, ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte.
    «

    [ Claudio Lolli » Aspettando Godot ]

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    May 27

    "Portate rispetto all'anziana".

     
     
    » 17 anni «
     ...che onoro il mondo con la mia presenza.
     

     
    May 08

    If I could be who you wanted all the time.

     
    Non c'era molto da vedere, scorrendo i canali di quel televisore improvvisato, un vecchio modello di qualche anno fa, nero, piccolo, un'antenna indirizzata verso chissà quale punto sconosciuto del soffitto. Prigramente, pigiava i canali di quel telecomando di altrettanta vecchia data, nella speranza che un qualche miracolo le permettesse di beccare un canale che si vedesse bene. Il solito. Alla fine optava sempre per un canale di musica, le quali immagini risultavano per lo più oscurate, ma perlomeno l'audio era accettabile. Dannata monotonia, l'inerzia che caratterizzava le sue giornate la stava opprimendo, metteva a dura prova la il suo spirito libero.
    Ma l'aveva accettata, ce l'avrebbe fatta fino alla fine.
     
    Era un giorno come altri quello. Se non fosse stato per la musica trasmessa quel giorno, ovvio.
     
    " ...But I can't help the feeling
    I could blow through the ceiling
    If I just turn and run
    And it wears me out. "
     
    Lacrime salate, cariche d'odio. Inevitabilmente quella canzone le rievocò alla mente la sua Maledizione: quei ricordi.
    Non l'aveva con sé, in quel momento - non poteva - ma ricordava esattamente ogni parola di quella e-mail che aveva segnato la fine.
     
     ...
    « Non chiedermi di farlo, mia Cara, te ne supplico. Ho letto il tuo sms qualche minuto fa, e mi ha fatto un enorme piacere, giuro, era da tanto che non leggevo il tuo nome sul mio cellulare. Cara, ti voglio bene, lo sai, ma non posso separarmi da chi adoro. Perdonami, davvero, non credevo di poterti provocare così tanto dolore, non lo avevo previsto. E io non dovevo comportarmi come ho fatto, con te, lo so. Fa male a te, ma anche a me, credici. Ci sono cose dalle quali non si può prescindere, e la mia vita non può prescindere da chi probabilmente tu odi, ora.
    Cara, non smettere di volermi bene. Ti chiedo tanto, ma troverai la felicità altrove, ne sono certo. Te la auguro tutta, perché te la meriti.
    Sorridi ancora, i tuoi sorrisi sono meravigliosi. E scusami, se non posso regalartelo ora, un sorriso. »
     
    La aspettava quella e-mail. Le sue capacità sensitive non sbagliavano mai, ma certo non era capace di dominare sui suoi istinti.
    Quella volta, decise di assecondarli nella maniera più completa. Non ci aveva pensato due volte ad alzarsi da quella sedia, e sbattere la porta della sua stanza.
    Il giorno dopo, pianse le lacrime più amare, di fronte alla notizia che il telegiornale trasmetteva.
     
    « Giovane ragazzo 18enne ucciso a coltellate a casa, durante la scorsa notte. Ancora sconosciuta l'identità dell'omicida e i moventi dell'omicidio stesso... »
    ...
     
    Niente, nella sua, vita le era sembrato più giusto di ciò che aveva fatto quel giorno. Pensava esattamente questo, immersa nei suoi ricordi, e nelle sue crude lacrime. Le laceravano il cuore, ma erano frutto della perfezione. Del giorno perfetto, che l'aveva condannata a passare i suoi giorni rinchiusa lì, in quella cella.
    Malediceva quel televisore, quel dannato canale di musica, quella magnifica canzone. Perché il ricordo di un omicidio, faceva pur male.
    Non era morto solo lui, quella notte. Ad ogni coltellata, aveva ucciso anche lei.
    Ma lei aveva sorriso, quel giorno, della sua vendetta. Come lui le aveva chiesto.
     
    Erano morti insieme, dopotutto.
    Eccola, la Felicità.
     
    E Dio, se non stava bene tra quelle sbarre del carcere, della sua nuova casa.
    A lui non era più concesso, ma lei ce l'avrebbe fatta fino alla fine.
    May 04

    Pure and Sublime

    La Purezza dell'Arte ... 

    Harper - Caspar David Friedrich 
    Harper - Caspar David Friedrich. 

          

         

    ... E il Sublime della loro unione.