Veronica's profile. Io sono la Scandalosa ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 09

    Trattato sul gene della stupidità

     

    Trattato sul gene della stupidità



    In 17 anni di vita, tra stupore, rammarico e riflessione, ho potuto appurare una tesi intorno a quella omologazione che caratterizza il genere umano di sesso maschile, che (voi donne ne sarete sicuramente coscienti) è la stupidità.

    Ricerche non esattamente scientifiche (ma diciamo che l'esperienza dei sensi paga), mi hanno portato a scoprire che in realtà la stupidità del sesso rude è generata da qualcosa molto più insito e profondo di quanto si possa immaginare.


    La degenerazione del genere maschile deriva da un gene. A supporto di tale tesi vi è una base di concretezza rappresentata dalla scienza stessa, per la quale le caratteristiche affini tra individui della stessa specie dipende da strutture comuni nel DNA, come può essere, per esempio, che tutti gli individui maschi della specie dei leoni abbiano la criniera. I maschi del genere umano hanno la stupidità. Elementare Watson!

    E' noto ed evidente che le caratteristiche che accorpano gli individui sotto un'unica categoria sono dettate da geni. In questo caso parliamo dunque del gene della stupidità.


    Sempre grazie ad una esperienza sensibile alquanto vasta, ho potuto notare come in realtà la manifestazione di tale gene non avvenga alla stessa maniera e con gli stessi tempi in tutti gli individui maschi. In alcuni tipi si manifesta con totale dominio su qualunque altra facoltà intellettiva, in altri si manifesta parallelamente o in alternanza con momenti di normale comportamento nei confronti della realtà che li circonda, e infine, in altri la manifestazione del gene è rara e non caratterizzante i comportamenti dell'individuo (per quanto, purtroppo, la presenza di questi ultimi nel mondo continua a decimarsi anno dopo anno).

    Cosa certa è che, tuttavia, prima o poi tale gene tende a manifestarsi.


    Per quanto la caratterista sia insita e indelebile dal patrimonio genetico dell'individuo maschio, è tuttavia necessario sottolineare che le condizioni esterne influiscono non poco nel comportamento del maschio, con, ovviamente, le opportune eccezioni. Un esempio lampante tra tutti è l'appartenenza a quei gruppi di pecoroni di numero quasi, se non del tutto, maggiore alla sommatoria dei neuroni dei singoli appartenenti che spesso si muovono in massa. Questo stimola abbondantemente la manifestazione del gene stesso.


    Sicuramente alcune mie parole rispecchieranno il pensiero di molte donne, ma reputo opportuno stilare un elenco di sintomi dai quali possiamo riconoscere la più grande o la minore manifestazione del gene, e se lo stesso sta operando proprio nel momento in cui osserviamo l'individuo maschio.


    SINTOMI:


    Alto livello di manifestazione del gene:

    • Aspetto fiero e pompato tipicamente attribuibile alla cosiddetta categoria di “Macho Man” o “Big Gym”

    • Linguaggio alquanto confuso e privo di nesso logico tra le singole parole, con conseguente gesticolazione nel tentativo di farsi capire

    • Tradimento della propria donna (che accresce il livello di stupidità dell'individuo nel momento in cui la suddetta non viene manco a sapere della questione)

    Medio livello di manifestazione del gene:

    • Aspetto del volto di evidente dubbiosità iperbolica di fronte a qualsiasi situazione che implichi una certa sensibilità per poter essere capita (un esempio comune è il tentativo vano di capire il senso di una poesia od anche la condizione disastrosa della donna quando quest'ultima si trova nel periodo della mestruazione)

    • Esaltazione quasi fanatica di quella cavità che disgraziatamente la natura ha attribuito alla donna, chiamata nelle più svariate maniera (pare far tendenza ultimamente la nomenclatura di “pilu”, per quanto noi donne poi paradossalmente ci impegniamo a liberarcene)

    • Orientamento verso il genere femminile dettato dalle funzioni GPS dell'antenna poco più sotto della zona addominale dell'individuo maschile

    • Idolatrazione dello sport del calcio ad attività sacra dell'uomo e coinvolgimento totale nella persecuzione frenetica del movimento di una palla di gomma

    Basso livello di manifestazione del gene:

    • Riunione stile gregge affamato di fronte a curve generose del gentil sesso e conseguente sottomissione dello stesso, che in questo caso prende le vesti del cane che tiene riunite le povere pecorelle (molte delle quali anche smarrite)

    • La presenza di un 50% del tema del sesso in una qualsivoglia conversazione con l'individuo citato


     

    Questa vuole essere unicamente una linea guida al riconoscimento dell'operato del gene. Ovviamente, tali predisposizioni sintomatiche dell'individuo maschio posso anche non trovare manifestazione, ma non per questo è da considerarsi esente dalla presenza del gene imputato. Ne sono tutti coinvolti e in tutti, prima o poi, si manifesta.


    Detto ciò, ci tengo a sottolineare il tono assolutamente ironico della questione e la mia ignoranza totale in materia scientifica. Chissà che un giorno qualche vero scienziato non scopra l'esistenza del gene xD In caso contrario è un mio divertimento scherzarci su. :)

    Auguro alle donne una vita felice accanto del proprio uomo, seppur anche questi coinvolto nella disgrazia del gene, e chi, come me, non ha un uomo al proprio fianco perché ha potuto testare sin troppe volte la manifestazione del gene ma spera di trovarne uno maggiormente adatto.

    D'altronde, che mondo sarebbe per noi donne senza la comicità, il senso protettivo e sì, anche l'intelligenza, degli uomini? :)


    di Veronica Murianni

    February 07

    Cogito, ergo sum.

    [...] Decisi di fingere che tutto ciò che avevo fino allora appreso non fosse più vero dell’illusione dei miei sogni.

    Subito dopo però m’accorsi che, mentre volevo pensare che tutto fosse falso, era necessario che io, che lo pensavo, fossi qualcosa; e notando che questa verità: io penso, dunque sono, era così salda e certa che tutte le più stravaganti supposizioni degli scettici non avrebbero potuto smuoverla, pensai che avrei potuto accettarla senza timore come primo principio della Filosofia che andavo cercando.

    Poi, esaminando con attenzione ciò che ero e vedendo che potevo immaginare di non avere nessun corpo e che non esistesse assolutamente il mondo né alcun luogo ove dimorassi, ma che per questo non potevo supporre di non esistere e che, al contrario, dal fatto stesso che pensavo di dubitare della verità delle altre cose, seguiva molto evidentemente e certamente che io esistevo mentre, sol ch’io avessi cessato di pensare, anche se tutto ciò che sempre avevo immaginato fosse stato vero, non avrei avuto nessuna ragione per credere di essere esistito, da ciò conobbi di essere una sostanza, la cui essenza tutta, o natura, non sta che nel pensare e che, per essere, non necessita di luogo alcuno né dipende da alcuna cosa materiale. In tal modo questo io, cioè quest’anima, per cui sono ciò che sono, è assolutamente distinta dal corpo ed è anche più facile da conoscere di esso, e anche se il corpo non fosse, l’anima non cesserebbe d’essere tutto quel che è.

     

      Discorso sul Metodo, quarta parte › Cartesio.

       
      Abbiate fiducia nella vostra ragione.
      February 03

      Reset, please.

       

        Extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia.  
      E
      xtraterrestre vienimi a cercare, voglio un pianeta su cui ricominciare.  

       

      Reset, please.

      February 01

      Il killer e la sua vittima.


      Trema nel vento, come l’ultima foglia di un albero morente. Lascio che senta i miei passi. Si irrigidisce. Solo un attimo.

      "Ti va di fumare?"
      "Si, ne prendo una. Quella folla ti annoia quanto me?"
      "Non sono qui per il party. Sono qui per te. Ti osservo da giorni. Sei tutto ciò che un uomo può volere. Non solo per il tuo viso o il tuo corpo o la tua voce. Sono i tuoi occhi, tutte le cose che vedo nei tuoi occhi."
      "Che cosa vedi nei miei occhi?"
      "Vedo una calma innaturale. Sei stanca di scappare. Sei pronta ad affrontare quello che devi, ma non vuoi affrontarlo da sola."
      "No! Non voglio affrontarlo da sola!"
      Si alza un vento elettrico. E’ morbida e calda, quasi priva di peso. Il suo profumo é una dolce promessa che mi riempie di lacrime gli occhi. Le dico che andrà tutto bene. Che la salverò da ciò che ha paura e la porterò lontano da tutto. Le dico... che la amo. Il silenziatore fa dello sparo un sospiro. La tengo stretta fino all’ultimo. Non saprò mai da cosa scappasse. In mattinata incasserò il suo assegno.

      from Sin City.

      January 23

      ...

       
       
       
      E tra le mani aria stringi.
       
       
       
       
      January 12

      The look on your face is delicate.

       
      Si chiamava Vita, lei. E stava sfidando l'altra, la Sorte.
      "...E così il colore naturale della risolutezza s’illividisce all’ombra pallida del pensiero..."
       
      Quando senti forte il Potere nelle tue mani, tu Vita non ti fermi.
      Quando anche il pensiero, irresoluto di fronte alla Sorte, è piegato da una Forza maggiore... stai sfiorando la Felicità.
       
      E' il miracolo dei sensi. Vuoi toccare, vuoi sentirne l'odore e il sapore di questa Forza che ti sta regalando completezza e appagamento.
      Stai sorridendo Vita... ma a chi poi?
      Al Rischio o alla Certezza?
      Alla Luce o all'Oscurità?

      "...I just want to hold you in my arms... My life, you electrify my life."

      E non ti importa, perché nel tuo sorriso c'è qualcosa di incondizionato. Nei tuoi sogni, Vita, c'è qualcosa di tangibile nella Realtà. La verità brucia dentro, e quando ti confronti con la tua Felicità vuoi che non finisca mai.

       

      E' la storia vera che scivolò nel fiume a primavera,
      ma il vento che la vide così bella dal fiume la portò sopra a una stella.

      Fabrizio de Andrè » La Canzone di Marinella


      E quando ti sorrido, sento la Vita.
      E questa felicità, io non voglio che finisca.

      December 25

      " Tanti auguri a te, alla famiglia, alla bimba, al gatto, al cane e al camino..." [cit.]

       
      Perché oggi vogliamo essere conformisti.
       
      E allora, doverosi...
       
      Auguri di Buon Natale a tutti.
       
      Con tutto l'affetto della Vex,
      e un sorriso che oggi non vuol mancare. :)
       
       
      November 28

      La demenza non ha limiti... a Natale!

       

      Elfi più belli non si erano mai visti

      Ammirateci qui ... od anche qui.

      [ Il caricamento potrebbe esser lento, ma pazientate, ne vale la pena. xD ]
       
      Con la partecipazione di:
       
       Veronica Murianni
       Pierluigi Di Summa
       Valentino Peluso
       Guido Curci
       Annarita D'Emma
      November 25

      Come un diario mai completato.

       
      Questa vita somiglia così amaramente ai diari che tentavo di scrivere da piccola. Godevano delle copertine più belle e colorate, la passione che ci mettevo nello scrivere dei miei giorni nelle prime pagine era qualcosa di indescrivibile. Ci credevo veramente ogni volta che ne iniziavo uno. Ma sistematicamente, lo abbandonavo ai primi tre o quattro giorni, sempre incapace di portarne avanti uno. Eppure la volontà non mancava. Quello che mancava era la perseveranza. Preferivo l'inerzia di tutti i giorni già da piccola.
      E la mia vita ora è così. Come un diario mai completato. Ogni pagina sembra esser iniziata con tutte le più buone intenzioni, e poi... l'incapacità di portare a termine un capitolo come intendo io.
      Voltare pagina, si direbbe come soluzione alla desolazione di una certa situazione. Ed è un problema: io volto pagina troppo spesso.
      Inettitudine? Mancanza di volontà? Incapacità di cogliere l'occasione?
      Può essere, ma non ne sono sicura.
       
      L'afflizione che ne deriva non è delle migliori, in effetti. Tutto ciò che vuoi è tutto ciò che non puoi avere, come cita un libro appena letto.
      Che sia davvero la volontà a mancarmi?
      O forse, probabilmente, è la realtà che mi appare diversa da ciò che è.
       
      Prendo decisioni sbagliate, e me ne accorgo a posteriori. Carpe Diem sembra non fare per me.
      Ma non so se evitare il rischio sia poi una decisione così errata. Eppure ne sento forte il peso.
       
      E come qualcuno sa, questo periodo ne è la prova vivente. Ancora una volta mi trovo a dover voltare pagina, senza la possibilità di rimediare. Di poter tornare indietro.
       
      Questo stato confusionale mi accompagna da un bel pò direi. Non è autocommiserazione, ma voglia di cambiar qualcosa. E di completare un prossimo capitolo di questa piccola vita.
       
      E come qualcun altro disse...
       I never had the nerve to make the Final Cut.
      November 14

      Baby, don't you cry.

       
      Non ti sorprendere, quando una crepa nel ghiaccio
      appare sotto i tuoi piedi.
      Scivoli fuori dalla tua profondità e fuori dalla tua mente,
      con la tua paura che fluisce dietro di te.
      Mentre ti aggrappi al Ghiaccio Sottile.

       

      October 29

      Blackout

       
       
       
       
       
      Un fallimento totale.
       ...eppure basterebbe così poco.
       
       
       
       
       
       
      October 24

      Don't leave me now.

      Dimmi, c'è qualcosa che ti nasconde la luce del sole?
      Non è questo che ti aspettavi di vedere?
      O forse volevi scoprire cosa c'è dietro a questi freddi occhi?
      Dovrai solo cercare di guardare sotto la maschera.

      What shall we use to fill the empty spaces? Where we used to talk...
      How shall I fill the final places?

      How should I complete The Wall?

      What has become of You? Does anybody else in here, feel the way I do?


      Dopo tutto non è facile
      sbattere il cuore contro il muro di un pazzo bastardo.

      E grazie a mio padre, che mi permesso di scoprire il genio dei Pink Floyd
      e quel capolavoro di The Wall.

      October 16

      You shine no more.


      « Hai mai sentito il sapore di sangue in bocca? Quel misto tra dolce e amaro, non altro che ferro, poi. Ecco, è la medesima sensazione. In bilico tra la dolce illusione, e l'amara verità. Quando diventi pioniere di un rigore e realismo che non appartengono al genere umano, e la tua verità è pura speranza, e quando poi ti pieghi alla triste realtà degli eventi. Quando pensi di aver fatta tua la piacevolezza del calore, e poi soccombi alla violenza del freddo.
      Ho osservato.
      E quella immagine di felicità l'ho proiettata nel futuro, nel giorno a venire, e ho sorriso. Ogni mia sensazione soffiata in leggere parole che tu non hai capito.
      Tu non hai capito
      . Ed io ho vissuto di ciò che volevo osservare. Ho voluto sognare dietro parole e gesti mal interpretati. Perché neanche io ho avuto la capacità di capire. Ed ora, della meraviglia di quegli istanti mi rimane solo il fantasma di una speranza.
      Scrivo, perché le mie emozioni non vogliono più voce. E scrivo, perché i miei taciti silenzi hanno rappresentato la mia maggiore colpa. »


      E' il dolore della sconfitta...

      ...quando capisci di esser valsa poco più che niente.

      September 14

      L'ultimo giorno.

       
      Addio, mia dolce estate.
      Per aspera ad astra.
       
      A tutti coloro ai quali, come me,
       è rimasto solo questo ultimo giorno di Quiete,
      prima della Tempesta.
       
      Poveri noi. T__T
      September 02

      Memorie di una felice bagnante.

       
      C'è odore di Settembre nell'aria. Quella lieve brezza che anticipa l'autunno, e chiude i battenti dell'estate. Un'estate giunta troppo presto al capolinea, ma che mi ha lasciato un bellissimo e indelebile ricordo. Un'estate meravigliosa, che merita un intervento su questo piccolo blog, senza dubbio. Con tutta la freschezza che ha caratterizzato questa Estate 2008. :)
       
      Un'estate che ha coinciso esattamente con la parola mare. Mare, mare, mare, sempre e solo mare, ogni giorno! Il mio colorito è invidiabile, d'altronde. (H) Le mete predilette? Inizialmente avevamo le parvenze di veri e propri profughi, tanto eravamo indecisi in quali spiaggie esporre le nostre chiappe... xD Poi ci deve essere stata una qualche sorta di illuminazione (probabilmente spronata dal buon Valentino), che ci ha aperto le porte al Paradiso: Porto Pirrone. Il posto ideale per noi poveri scapestrati. E via di lì con partite di pallavolo infinite, i "5 si schiaccia" che mi hanno vista mille mila volte protagonista di contorsionismi stile Matrix per schivare le palle (e altrettante "papere", ovviamente), tuffi spettacolari, giri lunghi kilometri sui nostri fidati pedalò, limonate ristoratrici dopo le lunghe maratone verso la fermata del bus... e via discorrendo.
      Ma non abbiamo saggiato solo il mare cristallino di Porto Pirrone, chiaramente. Ci siamo spinti ben oltre, oltre ogni immaginazione ed ogni Colonna d'Ercole, in posti sconfinati, solcati solo da qualche binario: Ginosa Marina, per farla breve. xD Visitata per la prima volta solo per condurre Annarita dal suo Guido, e far visita al suddetto, è diventata poi meta di diverse giornate di mare... per tanti e tanti motivi. O forse ben pochi, in realtà. Indimenticabili le nuotate con le meduse, le corse in bicicletta con Annarita [ Attenzione /!\: la bicicletta era una, le persone due, Anna avanti, io dietro... e spazio alla vostra immaginazione xD], lo "scopone scientifico" che ha visto protagonista la più accesa discussione tra me e Gigi, cosa che probabilmente rimarrà nella storia, e le giornate intere tra gli ombrelloni di quella immensa spiaggia con la compagnia ginosina di Guido. Ma soprattutto, indimenticabili i viaggi in treno con Annarita.
       
      « Vex, ho messo un nuovo deodorante oggi... »
      « Sì? »
      « In realtà ha degli effetti particolari... Si chiama Sex Extreme. »
      [ Tipico dialogo tra me e Anna alla partenza del treno, asd ]
       
      Ma questa è stata soprattutto un'estate piena di persone, nel vero senso della parola! Si potrebbe dire che il PuB ha messo le radici (o è andato a scassare i maroni, che dir si voglia) in altri gruppi, asd. A partire dalla compagnia di Valentino, sino a giungere a quella di Guido. E posso definire questa estate anche come un meraviglioso ciclo di conoscenze. Persone simpaticissime, che hanno colorato questi tre mesi di allegria, vivacità e mille risate. Non faccio nomi perché la lista sarebbe eccessivamente lunga (chi legge questo intervento sa di farne parte o meno, asd), ma basti dire che tutti, dal primo all'ultimo, hanno contrubuito a rendere questa estate così speciale per me. Un grazie di dovere a questa grande famiglia estiva venutasi a creare, della quale spero di non perdere di vista nessun membro nei mesi a venire. :)

        

      In questa bellissima stagione, non è possibile non citare, tuttavia, i miei bellissimi infortuni. xD Come dimenticare il mio dito contuso (pollice della mano sinistra, per la precisione) tenuto fasciato per un mese, o la mia abnorme escoriazione intrisa di mercurio cromo sul gomito (e dire che all'inzio era solo un graffietto più piccolo di una formica...)? Per non parlare di una serie infinita di graffi e lividi, dovuta alla mia impeccabile idole da impedita, asd. Ma va beh, cose che capitano. xD

      A fare da sfondo all'afa dei giorni estivi, c'è stato anche qualcosa alla quale mai avrei pensato di afflipparmi così tanto: WarRock! xD Pomeriggi interi passati a desiderare il sangue del nemico, con al telefono Gigi che (giustamente) imprecava contro me per il poco ascolto che gli davo. xD A suon di Let's Play WarRock Today!, od anche One Shot, One Kill (e magari fosse vero, aggiungerei), io e miei simili (asd) siamo diventati degli allegri nerdE dire che, da niubba che ero, sono pure diventata powah con la mia fidata medic/tr**a (H) [ e qui, cari miei, bisogna conoscere il linguaggio per capire xD ]. Per i prossimi mesi, dove Warrock sarà pressocché un miraggio, ricorderò fervidamente i miei headshot col k1, le botte di lag dei fratelli Pica, le stragi di Valentino e Teo e il meraviglioso paesaggio di... Marien! xD Che dire... non avrei mai pensato che un gioco online avrebbe potuto divertirmi così tanto.

      E a coronare questa splendida estate c'è stata poi Odissea 2000. E come riporta il mio messaggio personale in questi giorni, posso dire che quella del 27 Agosto 2008 è stata la giornata più divertente della mia vita. Con quello spirito di incoscienza che ti prende non appena provi il primo scivolo (la mia prima volta è stata sul Pentacolor xD), abbiamo dato il meglio di noi su ogni scivolo. Su tutti gli scivoli. Soprattutto io ho dato il meglio di me nel Black Polifemo, dove, alla terza volta che l'ho fatto, ho perso il ciambellone alla prima curva! Con quello che si è rivelato essere un infausto grido: "Gigi, ti amoooooo!!!". Il resto è immaginabile. Da quello scivolo, ho fatto le migliori uscite, con relative risate di coloro che si trovavano nella piscina di arrivo. E poi le discese libere nell'Omero Jump, i miei moti parabolici nel Poseidon, il buio pesto del Chimera, i 5 secondi di asfissia del Krono Kamikaze... che meraviglia. Il tutto, trascorso poi in ottima compagnia. :)

         

      Ed infine, tra questi grandi temi che hanno caratterizzato quest'estate oramai agli sgoccioli, ci sono sono state anche piccole parentesi che meritano di esser menzionate in queste memorie da felice bagnante, e che hanno nella maggior parte riempito di humor le mie giornate! xD

      • La festa di Teo e lo strip-merda, di nostra esclusiva invezione.
      • Gli innumerevoli libri letti. Forse una ventina, o anche di più. Mai in questi lunghi 17 anni mi ero accorta della bellezza della lettura, sino a quest'estate. Adesso, è diventato qualcosa di cui non posso fare a meno.
      • I pomeriggi solitari, passati in compagnia di una mia grande passione, il disegno.
      • La gastrointerite del povero Gigi, che me l'ha tenuto lontano ben due settimane.
      • Le conversazioni in inglese sempre col sopracitato per tenerlo allenato in vista degli esami (a tal proposito, ti faccio pubblicamente un grande in bocca al lupo; ma, don't worry, domani ci sarò io a sostenerti! *_*)
      • Un trio del tutto inedito: le Charlie's Pigs, che porta i copyright esclusivi del PuB! In merito a ciò, ci tengo a riportare un messaggio personale di Gigi, che alla prima lettura, mi ha fatto scompisciare dalle risate xD: "Charlie's Pigs"© è il titolo di un marchio coperto da Copyright. Tutti i diritti riservati secondo la Legge 22 Aprile 1941, n.633. I trasgressori verranno denunciati.
      • La mezza ubriacatura di Valentino con la sangrìa.
      • Gli innumerevoli tentativi di dieta falliti.
      • Io e Annarita sedute sui binari.
      • Il "putridume" del Lan Party di Oran. xD
      • Quella mattinata speciale.

      Eppure, avrei da dire tanto e tanto altro ancora. Ma per oggi (e per sempre, asd) tutto questo è sufficiente, a descrivere la frenesia e il fascino di questi tre mesi. E proprio ora, mentre rivivo i mille ricordi di questa estate, sono attraversata da una piacevole sensazione di malinconia. Ricorderò la felicità di questi momenti durante gli angosciosi giorni scolastici oramai alle porte, così da deprimermi ancora di più, asd. Che poi, tra parentesi... io devo fare il quarto. o.o Mon dieu, avrò già 18 anni l'anno prossimo, di questo periodo. >.<
      Fino a quando posso, tuttavia, vedrò di andare a mare. Non finisce certo oggi la mia estate, che credete. u.ù

      Per la conclusione, ho l'immagine perfetta, piena di amore.

      Per il resto, grazie a tutti quelli che c'erano.

      August 22

      L'ultima volta.

       Quel posto,
      meta di così tante speranze...
      lasciate lì, vane
      tra quei binari.
      August 11

      The bittersweet spell.

       
      Mai aveva fissato la sua immagine riflessa in un specchio così a lungo. Mai, fino ad allora.
      Eppure non fu lei ciò che andò a fissare per prima in quella superficie lucida. Osservò ciò la circondava, quella stanza dai colori caldi tutt'intorno. Ne scorse le mura leggermente consumate dall'incuranza e dal tempo, la fioca luce che, entrando dall'unica finestra lì presente, si ribaltava sul tavolino lì vicino in una deliziosa tonalità rossastra, dovuta all'azione filtrante delle tendine. Ed ancora il pavimento, l'armadio la cui anta aperta mostrava una sorta di artistico disordine, il semplice calendario appeso al muro... ed infine, il letto. Quel letto di cui lo specchio, quasi con fare prepotente, ne delineava in particolar modo le grinze delle lenzuola disfatte ed il cuscino schiacciato contro l'angolo più remoto di quella stanza, ma probabilmente il più intriso di emozioni. Emozioni di cui quel maledetto specchio quesi sembrava parlarne sarcasticamente. Oh, quelle emozioni... Lei sì che le aveva sentite forti su di sé, in ogni momento trascorso tra le braccia della sua dannazione più grande.
       
      E non poté evitare, nonostante i primi sforzi, di guardare sé stessa. Era lei, quell'immagine di donna a raccontare della notte più lunga della sua vita.
      Si scostò una ciocca di capelli, portandosela dietro l'orecchio, per osservare meglio i segni di quella notte sulla sua candida pelle: impercettibili, agli occhi degli altri, ma indelebili, nella sua anima.
      Le labbra ancora rosse e gonfie di chi aveva saggiato il sapore più buono, la pelle mandida del sudore di mille movimenti, gli occhi leggermente socchiusi in risposta all'indomabile trasporto... e i capelli scompigliati, di chi non aveva voluto fermarsi.
      Eppure in quell'aspetto si vedeva bella.
       
      In un gesto quasi infantile, portò un dito a contatto con lo specchio.
      Sentì qualcosa spezzarsi. Non certo lo specchio, ma quel incantesimo dolceamaro che si era creato intorno a lei. Nato dell'amore, spezzato dalla consapevolezza di essere solo vana speranza.
      Paura. Quella paura che le aveva fatto preferire uno specchio che immortalava un momento circoscritto a quella camera, piuttosto all'amara realtà intorno.
      In un'altra camera di quella stessa casa probabilmente lui aveva dimenticato tutto.
      Per lei amore... e per lui?
       
      Non certo uno specchio.

      Si portò una mano alla pancia.
      In un istante, un sorriso beffardo si dipinse sulle sue labbra.

       
      August 03

      "Vex, mi scrivi una storiella?"


      Con cuore, orgoglio e onore”.
      Quelle ultime parole proferite da suo padre, divennero la base della vita di Eijin sin dalla tenera età, da quando aveva dovuto subire la dura perdita dello stesso, morto durante una dei duri scontri del 267, anno che fu appunto caratterizzato della vano conflitto tra uomini del nord ed elfi. Un uomo, la cui tenacia e valore in guerra ne avevano fatto un prode guerriero. E gli stessi occhi fervidi di fierezza, caratterizzano Eijin, che ha ereditato dal padre la stessa nobilità d'animo chiusa in corpo rude e possente.

      Nato nell'anno 253 nella città di Halacaraxe, è cresciuto nello spirito nordico del proprio popolo e, soprattutto, della propria famiglia. Una famiglia sempre unita, di fronte ad ogni ostacolo, e impavida, nell'affrontare le difficoltà presentasesi dalla vita e dalla guerra. Un mirevole esempio di unità familiare, ha permesso a Eijin di crescere con un profondo valore della famiglia. La madre, Brunilde, una bellissima e ilare donna dalle parvenze fragili, nel suo aspetto minuto, ma dall'animo forte e coraggioso, sempre pronta a fiancheggiare il marito nelle sue decisioni, spesso dure, e darle tutto il suo amore per sostenerlo, e sempre pronta a ad accudire e proteggere i figli. Il fratello minore, il piccolo Agor, un bimbo di 8 anni dalla vivacità incontrollata e sorriso contagioso, e, in particolare, profondo spirito altruistico. Ed infine, il padre Sigur, un uomo dal grande rigore, spesso freddo per questo agli occhi dei familiari, ma devoto alla propria famiglia come pochi; e poi, un abilissimo guerriero.

      Il nemico va affrontato fino all'ultimo fiato, fino a quando il tuo cuore riuscirà ad emettere ancora un battito. Fronteggiarlo e mai voltare le spalle. Non aspettarti mai un aiuto, o che il suono proveniente dal corno di un tuo alleato annunci la vittoria. Sii forte e lotta con valore, non abbandonare mai il campo da battaglia. Solo così, potrai morire a testa alta, con lo sguardo puntato al cielo e la sicurezza di aver combattuto con onore. Lassù sarai accolto con ogni benevolenza dagli dei”: erano le parole che spesso sentiva ripetersi Eijin dal padre durante i suoi quotidiani allenamenti di spada, e di cui ne avrebbe fatto sempre tesoro durante la sua vita e, in particolar modo, dopo la morte di Sigur. Una morte che sopraggiunse quando Eijin aveva solo 14 anni, e che lo sconvolse terribilmente, assieme alla sua famiglia, ma che gli donò quella consapevolezza di quale sarebbe stato il futuro. Guerriero, fiero guerriero, per portare avanti ciò che era stato iniziato dal padre. Una morte, che avrebbe, inoltre, segnato inevitabilmente i sentimenti del giovane nei confronti della razza elfica: di profondo astio e disprezzo.

      Immediatamente dopo la morte del padre, Eijin iniziò a mettere in pratica l'arte della caccia insegnatagli dal padre, per mantenere la famiglia, mosso dall'incondizionato amore che provava per la stessa. Al contempo, iniziò a combattere, mosso invece dalla stessa passione ereditata dal padre.

      Dal carattere impavido, deciso, spesso testardo, come il padre, ma anche sarcastico, come la madre, Eijin, oltre ad essere un abile guerriero, è anche un ragazzo dal bellissimo aspetto. Alto, robusto, muscoli formatisi dai duri allenamenti e tipici caratteri nordici: pelle quasi albina, capelli lunghi, biondi e lisci, di eredità paterna, e occhi di ghiaccio, quasi trasparenti, di eredità materna. Ed anche una modesta barba che spesso lo fanno apparire più grande della sua effettiva età.
      Il suo spirito nordico non si percepisce dal solo aspetto rude e atteggiamento risoluto di fronte alle diverse situazioni che gli si presentano, ma anche dalla profonda fede religiosa. In particolare modo, Eijin nutre grande devozione per il Dio Angus, il cui stesso fuoco di guerra arde prepotentemente nell'animo del ragazzo. Eijin è spesso solito ritirarsi in preghiera durante l'arco della giornata per propiziarsi il favore del Dio guerriero, e ringraziarlo per le sue eventuali vittorie.

      La sua più grande ambizione è quella di entrare nell'esercito di Halacaraxe. Impresa ardua ma obiettivo che Eijin confida di raggiungere al più presto, per onorare con la propria volontà e valore quelle che furono le imprese del padre, ma di tutti quei grandi uomini che, come lui, morirono in nome della patria. Un obiettivo da raggiungere impugnando ogni giorno con fedeltà la sua spada, e soprattutto con cuore, orgoglio e onore.


      E insomma, la storiella in questione non era altro che il background di un pg (Eijin per l'appunto) usato dal mio carissimo amico Teo essattamente qui. Oramai il mio genio viene sfruttato su ogni fronte, asd. Ma insomma, non vorreste dire che la mia fantasia fa miracoli nell'inventarsi di sana pianta la storia di questo baldo giovane (nordico)? Speriamo almeno nel successo del pg e meno, nel mio da scrittrice, asd.

      June 29

      La consistenza di un sogno.

       
      Addio , mia dolce ed effimera
      emozione.
      June 17

      In un istante.

       
      Allora, pensi di saper distinguere il Paradiso dall'Inferno,
      i cieli azzurri dal dolore.
      Sai distinguere un campo verde
      da una fredda rotaia d'acciaio?
      Un sorriso da un pretesto?
       
       
      __________________________________
       
      Ed eccolo lì. 
      Come un raggio di sole dopo la tempesta
      Come una bestia che ti attanaglia le spalle con le sue unghia.
       
      E' piacere, è dolore.
      E' ossessione, è illusione.
      Ancora e ancora.
       
      ___________________________________
       
       
      Pensi di saperli distinguere?
       
      Tu non sai distinguerli. Io non so distinguerli.
      Ma io, sento di aver perso.
           Come vorrei, come vorrei...
       
      Bloccata in un istante.